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Dicembre 2008 |
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Anche il cielo sembrava voler
partecipare alla grande festa per
l’inaugurazione della piramide di
Nardoni,con un sole abbagliante che
intiepidiva la bella mattina del 21
dicembre, solstizio d’inverno. Sotto
questi auspici, accompagnata dalle
note del jazz group della scuola di
Musica di Tavarnelle, con aperitivo
buffet offerto dall’Amministrazione
Comunale e una grande e sentita
partecipazione di pubblico, si è
svolta la cerimonia di presentazione
di questa importante opera da oggi
patrimonio collettivo della
laboriosa gente di questa terra,
dalle profonde radici e dallo
sguardo rivolto al futuro.
Ad
ognuno dei partecipanti,
numerosissimi, è
stato donato l’elegante volume che
illustra l’opera, con importanti
apporti critici ed una esauriente
documentazione fotografica, oltre
alla poetica prefazione di Pier
Francesco Listri.
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Alle numerose autorità intervenute è stata offerta invece,
una preziosa miniatura in marmo e resine della
piramide stessa, numerata e firmata dal maestro
fiorentino. Il sindaco Stefano Fusi ha sottolineato nel suo
intervento l’importanza della collocazione nel tessuto
urbano di un’opera d’arte contemporanea che si integra con
la storia, la cultura e la tradizione del luogo e che
“parla” direttamente ai cittadini, mentre il critico e
storico dell’Arte Pier Francesco Listri poeticamente ha
osservato di quanto sia prezioso il dono del Maestro
fiorentino, uomo del nostro tempo, ma nutrito di tante
suggestioni del grande passato pittorico, “che regala oggi
questa magica Piramide al suo paese e al cuore degli uomini
di buona volontà fiduciosi che la bellezza potrà salvare il
mondo.” Poi è stata la volta dell’autore, che nel suo
intervento, applauditissimo, ha affermato di voler
rivolgersi all’intera comunità con quest’opera accessibile,
a misura d’uomo, che tutti, in ogni momento possono
guardare, ammirare, perfino toccare. Anche leggere. Sì
perché Nardoni, in un mondo dove sembra che l’Arte sia cosa
facile da fare ma difficile da capire, è per un’Arte magari
difficile da fare, ma facile da capire. Infine l’autore ha
concluso la cerimonia, dicendo con Pirandello, che “la vita
o la si vive o la si scrive” e, scrivendola, la lascia a chi,
da ora in poi, vorrà leggerla.
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