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La vita o la si vive o la si scrive, diceva Pirandello. Questa frase sembra scritta apposta dal grande drammaturgo per Nardoni, come dimostra questa sua biografia: la sua è infatti una vita dipinta, interamente dedicata alla pittura. In questo scritto si ripercorrono, sinteticamente, le tappe principali del lungo cammino intrapreso dall’artista dagli esordi degli anni Settanta fino agli importanti riconoscimenti di questi ultimi anni.
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Fiorentino, di
antica famiglia toscana, Sergio Nardoni de’ Nardi vive e lavora
nel Chianti, a Sambuca Val di Pesa. Talento precoce, disegna fin
da bambino e dipinge il suo primo quadro ad olio all’età di
sette anni in casa della maestra elementare, delicata pittrice
dilettante. Più tardi, nonostante la famiglia lo volesse
continuatore nella conduzione della piccola azienda paterna, si
iscrive all’Accademia, dopo studi assai disordinati e la pratica
di molti mestieri. Allievo di Loffredo e Manfredi, risente
inizialmente del clima concettuale che comincia a diffondersi in
Italia alla fine degli anni Settanta, ma è subito attratto da
altre esperienze. Conosce Bueno, frequenta Annigoni, che in
occasione della sua prima mostra, tra l’altro, gli scrive:
“…Vedo evidenti, nel Suo operare un impegno e una tenacia
particolari che La porteranno lontano…”. Intanto l’incontro e
l’amicizia con Mariuccia Carena, la vedova del grande Felice
Carena, lo immette nell’ambiente artistico toscano e versiliese
(Treccani, Faraoni, De Grada). La facoltà di lettere che
frequenta con maestri come Del Bravo e Mina Gregori completa la
sua sete di conoscenza e la sua assidua riflessione sulla storia
della pittura. Infine prende ad insegnare, prima nella scuola
media e poi nella sede fiorentina della Rutgers University – The
State University of New Jersey. Lasciata anche la scuola, si
dedica esclusivamente alla pittura. Tra le numerose mostre
nazionali e internazionali si ricorda “ Ab Antiquo “ nella Sala
d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze nel 1986 e la sua
partecipazione alla rassegna “ Firenze per l’Arte Contemporanea
“ dove espone nella Sala dei “Pittori Moderni della Realtà”
accanto ai fratelli Bueno, Sciltian e Pietro Annigoni al Forte
di Belvedere sempre a Firenze. Nel 1996 viene allestita una sua
personale all’Art Expo di New York e nel 1998 una rassegna delle
sue opere viene organizzata a Malta, presentata personalmente
dal Presidente della Repubblica maltese. Nel 2005 la Galleria
Orler di Venezia gli allestisce la mostra personale “Presente
remoto “ interamente dedicata al cinema mentre nel 2008 è la
volta della fortunata rassegna di San Felice Circeo dedicata ai
cento anni dalla nascita della grande Anna Magnani inaugurata
dal senatore a vita Giulio Andreotti e recensita in un lungo
servizio televisivo dal TG 5.
Il 2011 si apre con la grande Mostra Antologica "Il genio ingenuo", in occasione dei 40 anni di pittura del Maestro, allestita al Museo Archeologico di Fiesole e curata da Giovanni Faccenda, per proseguire poi con la Celebrazione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia con la Mostra "Anche qui Risorgimento - la Toscana e l'Unità d'Italia" , recensite da ben 14 articoli su vari quotidiani e da svariate interviste televisive, tra le quali spicca quella del TG3 RAI. Importante è la sua attività di ritrattista. Ha realizzato infatti ritratti per i grandi personaggi della cultura e dell’Arte, raccolti poi nelle mostre monografiche “ Amici in posa “ del 1988 e “ Incontri su tela “ del 2005, mentre per le più importanti casate europee ha eseguito ritratti che saranno raccolti in un volume di prossima pubblicazione intitolato “Il pittore dei Principi”. Dal 2005 Nardoni è il Ritrattista Ufficiale del Corpo della Nobiltà Europea. Sue opere si trovano nel Museo Nazionale del Bargello a Firenze, nelle Collezioni Pontificie della Città del Vaticano e nel costituendo Museo d’Arte Contemporanea del Comune di Firenze. Recentemente ha eseguito un importante ciclo pittorico sull’arcone absidale del quattrocentesco Duomo di San Miniato ( PI ), mentre per il Comune di Tavarnelle Val di Pesa (FI) ha realizzato un grande ciclo musivo dedicato al Chianti, disteso sulle quattro facce di una struttura piramidale e installato al centro della piazza del paese intitolato “La profondità in superficie”. Nel corso della sua ormai quarantennale carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali è doveroso ricordare il Premio Nazionale “Sulmona” nel 1983, la Medaglia d’Oro alla Biennale di Massarosa (Lucca) nel 1984, il “Premio Nazionale Carlo Carrà” nel 1990, il Premio “Città di Acqui Terme” nel 2005, il “Premio Paestum” alla carriera nel 2007, il “Premio Stresa” nel 2008, il “Premio Domenico Cresti detto Il Passignano” nel 2009 e il “Premio Regione Piemonte” nel 2010. |